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​Cibo italiano a cinque cerchi: il Made in Italy a Rio 2016

19.07.16

Si chiama #Riomangioitaliano l’accordo siglato tra Coldiretti e Coni che porterà i menù tricolori all’interno di Casa Italia durante le Olimpiadi in Brasile

La Coldiretti sbarca a Rio. Si chiama #Riomangioitaliano l’accordo firmato dal presidente Coldiretti Roberto Moncalvo e da quello del Coni Giovanni Malagò, che vedrà il Made in Italy protagonista a Casa Italia in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016 (5-21 agosto).
Menù tricolore per gli atleti italiani, dunque, anche per contrastare il dilagante fenomeno del’Italian sounding che vede il Brasile tra i primi paesi “tarocchi” del nostro cibo: vedi il Parmesao alla pomarolo o il salame Milano in versione carioca.  
Atleti ambasciatori del Made in Italy. I nostri azzurri diventeranno così gli ambasciatori del cibo italiano e Coldiretti porterà nella città a cinque cerchi il meglio dell’agroalimentare italiano con menù “Doc” per atleti e ospiti di Casa Italia. L’obiettivo è far conoscere le caratteristiche distintive della produzione agroalimentare nazionale che hanno permesso all’Italia di conquistare la leadership internazionale per sicurezza, salubrità, qualità e sostenibilità ambientale. Insieme a Coldiretti ci saranno gli olivicoltori dell’Unaprol con l’olio extravergine a marchio Fdai, Firmato dagli Agricoltori Italiani, gli allevatori del Grana Padano, i coltivatori di pomodoro Pomì e Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola d’Italia.
 I falsi, un mercato da 60 miliardi di euro. Il falso made in Italy a tavola vale nel mondo 60 miliardi di euro, pari a quasi il doppio del valore delle esportazioni dei prodotti alimentari nazionali originali. Per questo arriva l’iniziativa congiunta Coldiretti-Coni,  per scongiurare il rischio di cadere nell’inganno anche per le centinaia di migliaia di tifosi che da tutto il mondo arriveranno in Brasile per seguire le Olimpiadi, provocando un grave danno economico e di immagine alla produzione Made in Italy.
Purtroppo, sui banchi dei supermercati e nei ristoranti del Brasile è possibile acquistare prodotti e piatti che  richiamano in modo spudorato ai cibi più tipici dell’Italia senza avere nessuna delle caratteristiche qualitative, di sicurezza e di legame con il territorio nazionale. L’azione di una task force della Coldiretti ha permesso di scoprire la commercializzazione di prodotti come il Gran formaggio tipo grana, la pomarola, il Parmesao e il salame tipo Milano tutto di matrice brasiliana ma che possono ingannare chi acquista anche perché spesso le scatole richiamano anche le stesse grafiche degli originali.
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