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Gli italiani risparmiano anche sulle verdure pronte all’uso

20.01.15

​La flessione degli acquisti del 21 per cento per gli ortaggi e del 13 per cento per le insalate nei primi nove mesi del 2014 arresta una crescita che durava da dieci anni

Nel 2014 si è ridotta del 21 per cento la spesa degli italiani in ortaggi già puliti, lavati tagliati e pronti da cuocere come spinaci, cicoria, broccoletti. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti sul cambiamento delle abitudini nel nostro Paese per effetto della crisi, sulla base dei dati Ismea relativi ai primi nove mesi dello scorso anno. Una tendenza che riguarda anche le insalate pronte di IV gamma, con una contrazione della spesa del 13 per cento.
Si tratta di una netta inversione di tendenza in un settore che è stato in forte crescita nei dieci anni precedenti con una spesa di circa 700 milioni di euro per oltre 90 milioni di chili all’anno, tanto che è stato necessario regolamentarne la vendita per legge. I prodotti più acquistati sono le insalate, le carote e i pomodorini da utilizzare in casa o fuori, ma cominciano anche a diffondersi le vaschette di frutta già tagliata e sbucciata pronta senza doversi “sporcare le mani” e da gustare come snack rompi-digiuno durante la giornata.
Il ritorno degli italiani a pulire e a preparare direttamente le verdure è stato favorito dalle esigenze di risparmio ma a preoccupare è il fatto che il calo degli acquisti anche in questo segmento spinge al ribasso i consumi di ortofrutta: nel 2014 si sono fermati a 130,6 chili a persona, equivalenti a non più di 360 grammi al giorno, ben al di sotto del limite di 400 grammi consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondo analisi della Coldiretti gli acquisti familiari di frutta e verdura degli italiani sono crollati di oltre il 20 per cento negli anni della crisi. Si tratta degli effetti della spirale recessiva tra deflazione e consumi iniziata dal 2007, che sta mettendo a rischio le imprese e la salute consumatori.
Secondo il rapporto Istat/Cnel 2013 sul benessere in Italia, solo il 18,4 per cento della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l’assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante. Il calo è ancora più preoccupante per bambini e adolescenti con il numero di coloro che mangiano frutta e verdura a ogni pasto è sceso al 35 per cento mentre quelli che la mangiano una volta al giorno sono passati al 35 per cento nel 2013 e si registra anche un aumento di coloro che non l’assumono o lo fanno un massimo di 2 volte a settimana (31 per cento).
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