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​L’hamburger insidia il primato della pizza

17.11.14

Inaugurata a Lastra a Signa la prima “Bottega Italiana” con panineria Campagna Amica specializzata nella home delivery

L’hamburger insidia il primato della pizza tra i pasti preferiti dai toscani. Con 24 panini all’anno, 1 ogni quindici giorni, 2 al mese, il “burger” a stelle e strisce rischia di sorpassare il più famoso prodotto gastronomico italiano che resta, con 1 pasto consumato alla settimana, il più amato degli spuntini. L’hamburger, che gli americani chiamano anche “patty” e sulla cui origine ci sono tante ed affascinanti versioni rischia, di questo passo, di raggiungere e sorpassare nei desideri alimentari dei toscani, sua maestà la pizza. A dirlo è un sondaggio di Coldiretti Toscana in occasione dell’inaugurazione, a Lastra a Signa, nel fiorentino, della prima “Bottega Italiana” che accanto a un’ampia area macelleria con una ricca selezione di carni della Caf, l’apprezzata Cooperativa di Firenzuola, sfoggia una novità assoluta: un servizio incorporato di “home delivery” per gli hamburger made in Tuscany di Campagna Amica.
Negli ultimi anni un posto sempre più importante nella routine settimanale degli spuntini anche grazie alla nascita di varianti e specialità personalizzate preparate con prodotti locali e alla larga diffusione della cultura dello street food soprattutto tra i giovani. Ma sono sempre più fast food Made in Italy ed i punti specializzati dove acquistare e consumare l’hamburger durante tutto l’arco della giornata come “Il Panino Tondo” a Firenze che propone il primo hamburger di Campagna Amica a base di “svizzera” di carni del Mugello, insalata, pomodori, formaggi freschissimi ed olio prodotto dalle aziende accreditata alla rete di Coldiretti. Un importante impulso è arrivato anche dalle grandi catene internazionali che hanno inserito, nei loro menu, novità e proposte a base esclusivamente di prodotti pregiati e di qualità. La frequenza di consumo degli hamburger è praticamente raddoppiata: da 1 panino al mese si è passati ad una media pro capite di 2 panini raggiungendo la cifra record di 50milioni di panini al mese.
A minacciare la pizza non c’è solo la concorrenza dell’hamburger. Almeno in due casi su tre è ottenuta con ingredienti stranieri: mozzarelle ottenute non dal latte, ma cagliate provenienti dall’est Europa, pomodoro cinese o americano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale. Un assalto al prodotto simbolo del Made in Italy nel mondo che Coldiretti Toscana intende contrastare sostenendo l’iscrizione dell’“‘arte della pizza napoletana” nella lista Unesco dei patrimoni immateriali dell’umanità e tutelarne così l’identità. Il riconoscimento dell’Unesco avrebbe un valore straordinario per l’Italia che è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e la pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale. È chiaro che garantire l’origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale.
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made in italy; toscana; pizza; carne; hamburger;