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Il cachi, dolcezza e vitamine

20.11.13

​Frutti tipici della stagione autunnale, sono molto apprezzati in cucina sia crudi che come ingrediente di conserve e marmellate

Estremamente dolci, morbidi, ricchi di vitamina C e betacarotene, i cachi sono frutti tipici della stagione autunnale, molto apprezzati in cucina sia crudi che come ingrediente di conserve e marmellate. Originario della Cina e coltivato inizialmente in Giappone, il frutto viene spesso definito “mela d’oriente”, mentre nell’antica Grecia era identificato come cibo degli dei. Il nome del frutto in botanica è infatti “Diospyros kaki”, letteralmente “frumento di Giove”. Una storia etimologica curiosa quella del cachi, che si riflette tuttora nella varietà ortografica e di pronunce che caratterizzano la terminologia di questo frutto.
Le prime coltivazioni di cachi in Europa risalgono alla fine del Settecento, mentre in Italia i primi alberi da frutta cominciarono ad essere piantati un secolo dopo; oggi sono coltivati in Emilia Romagna e Campania.
Il cachi viene generalmente raccolto ancora acerbo e fatto maturare successivamente. In questa fase si riduce fortemente il contenuto di tannini, responsabili del sapore astringente, a vantaggio degli zuccheri che rendono, invece, questo frutto molto dolce e più gradevole al palato.
Allo stesso modo, essendo il tempo di conservazione del cachi molto breve, è preferibile acquistare il frutto ancora acerbo per poi invece accelerarne la maturazione accostandolo a frutti in grado di sviluppare etilene, come ad esempio mele e pere.
Un’altra varietà di cachi è, infine, quella conosciuta come “caco mela” o “cachi vaniglia”. In questo caso il frutto è molto più simile alla mela per forma e consistenza, più sodo e quasi croccante. Il sapore, invece, è quello tipico del cachi mentre, rispetto alla varietà originaria, il suo impiego è più frequente nella preparazione dei dolci.
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autunno; cachi; dolci; mela; frutta;