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Nell’Italia che verrà tanti cuochi e pochi operai

28.10.13

​Alle scuole secondarie è boom di iscrizioni per gli istituti professionali ad indirizzo alberghiero ed enograstronomico

​Con la crisi, crollano le iscrizioni agli istituti professionali con indirizzo industriale. È boom invece per le scuole di enogastronomia, turismo e agraria. Presto, in Italia ci saranno più di due cuochi per ogni operaio. È quanto emerge da una analisi Coldiretti sulle iscrizioni al primo anno delle secondarie di secondo grado, statali e paritarie, nell’anno scolastico 2013/2014, nel quale si sono iscritti alle prime classi degli istituti professionali per le produzioni industriali, la manutenzione e l’assistenza tecnica appena 21.521 giovani, pari a meno della metà di quelli che hanno optato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera (che sono stati 46.636), mentre sono salite a 13.378 quelle agli Istituti professionali e tecnici di agraria. E anche la scelta delle facoltà universitarie è già emerso essere in linea con questo trend. I giovani, evidentemente, hanno visto prima e meglio di altri dove ci sono reali prospettive e di fiducia per l’Italia che per crescere deve tornare a puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo  e la cucina.
Questi numeri testimoniano una vera rivoluzione culturale, confermata anche dai risultati di un recente sondaggio Coldiretti/Ixè, secondo il quale il 54 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21 per cento) o fare l’impiegato in banca (13 per cento).

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università; LAVORO; scuola; giovani; cuoco;