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Il cibo italiano è il meno contaminato al mondo

09.07.13

Il nostro paese è una terra di primati in qualità, sicurezza e ambiente​

Il cibo italiano è il meno contaminato al mondo

Italia terra di record e di eccellenza, almeno nell’agroalimentare. Da una recente analisi Coldiretti su dati dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, emerge la nostra leadership in Europa per numero di prodotti con residui chimici oltre il limite fissato allo 0,3 per cento: 5 volte minori rispetto alla media Ue e addirittura 26 volte in meno rispetto alla media dei paesi extracomunitari. Ma non finisce qui. Il modello agricolo italiano vanta una leadership in Europa con 249 prodotti tipici a denominazione di origine riconosciuti (Dop/Igp), il maggior numero di aziende agricole biologiche (48269 operatori) e la maggiore biodiversità con 57468 specie animali e 12mila specie di flora, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana è praticamente il doppio di quella di Francia e Spagna, il triplo di quella inglese ed una volta e mezzo quello tedesco. L’Italia è anche il primo esportatore mondiale in quantità di vino, pasta, kiwi, pesche, mele e pere ma anche il principale produttori di pasta e ortofrutta. Senza contare il record di longevità grazie alla dieta mediterranea, il top di presenze per il turismo enogastronomico e quello ambientale con 871 parchi ed aree protette che coprono il 10 per cento del territorio.
"C’è una straordinaria Italia che viviamo tutti i giorni e che il mondo ci invidia: è l’Italia del buon cibo, della variegata agricoltura che modella paesaggio e società, che si nutre di tradizione e  innovazione e che ci permette di detenere i primati della qualità e della sicurezza, della biodiversità e della sostenibilità ambientale – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che – questa è l’Italia che con l’Expo 2015 dobbiamo raccontare al mondo. È l’Italia dell’agroalimentare dove – ha continuato Marini – convivono export di grande valore e vendita diretta degli agricoltori. Dove, con l’impresa familiare, si insegna ai Paesi meno fortunati la strada da seguire per l’autosufficienza alimentare. Il biglietto da visita dell’Italia è il cibo, il Made in Italy e questo Paese ha molto da raccontare sulle cose fatte, sulla biodiversità, sui modelli produttivi, sulla vicinanza tra produttori e consumatori".​

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