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Vacanze: crescono gli italiani in cerca del menu a km zero

18.06.13

Sono l’87 per cento a voler gustare cibi locali e ricette della tradizione. Il trend favorisce gli agriturismi, dove i prodotti portati in tavola a volte sono stati coltivati a poche centinaia di metri da dove si soggiorna

L’87 per cento degli italiani in vacanza quando mangia fuori cerca un menu locale a chilometri zero e di questi ben il 29 per cento è disposto a pagare di più per averlo. È quanto emerge dalla prima analisi Coldiretti su “Le vacanze degli italiani a tavola nell’estate 2013”, presentata oggi nell’ambito dell’incontro promosso insieme alla Fondazione Univerde sulla base sui dati Ipr marketing. Si tratta di una percentuale in crescita rispetto all’estate scorsa quando erano comunque l’82 per cento gli italiani in cerca di menu locali per gustare sapori autentici del territorio che stavano visitando. Un interesse che è confermato dal fatto che ben il 90 per cento dei turisti ritiene preferibile un ristorante che propone prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp/Doc), e di questi ben il 34 per cento è disposto è disposto a spendere di più per gustarli.
È probabilmente questo il segreto del successo in Italia degli agriturismi dove prevedono di recarsi ben il 9 per cento degli italiani in vacanza. Tra gli elementi che garantiscono un agriturismo di qualità spicca infatti l’utilizzo di prodotti propri e/o tipici locali indicato dal 69 per cento degli ospiti mentre tra quelli che scoraggiano (per ben il 31 per cento) c’è l’impiego di cibi surgelati, convenzionali o industriali. Non è quindi un caso che tra le attività preferite degli italiani durante il soggiorno in agriturismo si consolidino quelle collegate all’alimentazione: il 10 per cento segnala il mangiare tra le attività preferite, il 9 per cento l’imparare a cucinare cibi tipici e il 3 per cento addirittura impiega il proprio tempo per imparare a coltivare.
Oggi ci sono tantissimi modi per scegliere l’agriturismo giusto. Si va dalla ricerca in internet al passaparola, ma ultimamente sembra favorita la nuova App di Terranostra (scaricabile gratuitamente) che fornisce tutte le informazioni utili sull’agriturismo prescelto. L’uso del termine agriturismo viene spesso utilizzato a sproposito per indicare strutture di ristorazione e ospitalità che non hanno nulla a che fare con le aziende agricole. Per evitare di alimentare l’abusivismo, è sempre preferibile scegliere gli agriturismi in cui il lavoro agricolo sia visibile e dove l’accoglienza sia di tipo cordiale e curata direttamente dall’imprenditore agricolo o dalla sua famiglia. Ma poiché per la maggioranza degli ospiti l’agriturismo significa soprattutto cibi genuini e buona alimentazione, è determinante controllare il legame dell’azienda con l’attività agricola, il tipo di azienda e i prodotti coltivati direttamente e accertare che nel menu offerto siano indicati alimenti stagionali e tipici della zona. Vanno preferite le aziende che aderiscono a una associazione come Terranostra, che sono segnalate dalle guide e che presentano le garanzie di accreditamento offerte da Campagna Amica. Infine, prima di partire, vale sempre la pena di prendere contatto con l’imprenditore agricolo per informazioni dettagliate su cosa offre l’azienda e sui prezzi, sul modo per raggiungerla e sulla distanza da altre mete interessanti, ma anche per verificare quali attività e quali servizi (ad esempio l’ospitalità animali) sono offerti e compresi nel prezzo.

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kmzero; ristorante; agriturismi; menu;