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Parmigiano Reggiano: se ne mangia di meno per colpa delle imitazioni

11.06.13

​I similgrana sono formaggi di diversa origine e qualità che non devono rispettare i rigidi disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea per i formaggi Dop

Gli acquisti di Parmigiano Reggiano hanno subìto una flessione del 6,8% nel primo quadrimestre del 2013. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Symphony Iri relativi in occasione della presentazione dell’Atlante Qualivita. Di contro, le importazioni italiane di formaggi duri di latte bovino non Dop – assimilabili a dei similgrana – sono aumentate dell’88 per cento in dieci anni e hanno raggiunto i 27,3 milioni di chili nel 2012. I similgrana arrivano in Italia soprattutto dall’Europa dalla Germania, dalla Repubblica Ceca e dall’Ungheria.
“Si tratta di formaggi di diversa origine e qualità – commenta il presidente della Coldiretti reggiana Marino Zani – che non devono rispettare i rigidi disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea per i formaggi Dop. Il rischio è che vengano scambiati dai consumatori come prodotti Made in Italy perché vengono spesso utilizzati nomi, immagini e forme che richiamano all’italianità, ma anche perché appare il bollo Ce con la scritta ‘IT’ di Italia se il formaggio viene semplicemente confezionato in Italia”. Problemi analoghi riguardano i prosciutti, sia il prosciutto crudo che quello cotto, che in quattro casi su cinque tra quelli venduti in Italia provengono da maiali allevati all’estero, e il vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere un frizzante Lambrusco.
È importante quindi verificare attentamente le indicazioni in etichetta dei prodotti che si mettono nel carrello e prediligere gli acquisti nei mercati dei produttori, dove la genuinità del cibo è garantita e certificata.

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vino; mercato; prosciutto; parmigiano;